Cacciatore ferito da una mamma lepre

Una storia che ha dell’incredibile: cacciatore rimane gravemente ferito dopo aver avuto a che fare con una mamma lepre.

cacciatore ferito da una lepre

Un cacciatore del Veneto, M. C., 27 anni, grande amatore della caccia, come ogni anno si trovava con gli amici nei luoghi scelti per la caccia grossa. I suoi trofei preferiti, raccontano gli amici, sono sempre stati i cinghiali e le lepri, ma non mancavano mai neanche gli uccellini che usava portare alla madre, cuoca tradizionale veneta specializzata in polenta e osei.

La sua passione per la caccia nasce “grazie” al padre e al nonno, cacciatori professionisti, che sin da bambino usavano portarlo con loro durante le numerose battute di caccia. I suoi amici confessano che M. C. è stato lasciato dall’ultima fidanzata perché secondo lei, lui, la trascurava per andare a cacciare con gli amici, senza contare le volte in cui amava riunirsi coi colleghi per organizzare grandi cene a base di cacciagione.

Ma torniamo all’accaduto. M. C. si era alzato presto per raggiungere gli altri cacciatori, e recati sul posto si erano divisi le zone. Nonostante l’abilità quel giorno non riusciva a colpire nessuna lepre, già più colpi erano stati mancati. Facendo il giro si accorse di un cumulo di foglie e rami che avevano colpito il suo udito, così si avvicinò senza pensarci due volte.

A volte fare del male si ritorce contro noi stessi.

Non aveva dubbi, si trattava di cuccioli di lepre. Per non farli scappare si muoveva molto lentamente, sperando di non spaventarli. M. C. pensò che se c’erano quei cuccioli doveva esserci la madre nei paraggi. Quindi si guardò attorno, ma sembravano davvero essere da soli. Così pensò di provare a prenderne qualcuno, per portarli ai suoi nipoti, poiché per essere mangiati erano ancora troppo piccoli, con l’idea di allevarli in gabbia per poi farli finire in pentola o al forno con le patate.

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Poggiò il fucile a terra per avere le mani libere per prendere i leprotti, con l’idea di metterli dentro lo zaino. Uno dei leprotti scappò, facendo agitare anche gli altri cinque cuccioli. Quindi si gettò di peso immobilizzando di petto tre delle piccole lepri impaurite, mentre cercava di afferrarli forte per non farli scappare delle sue mani. In un attimo però, un forte botto stonò le sue orecchie. Il cacciatore era stato colpito da un proiettile e la cosa assurda era che si trattava di un proiettile partito dal suo fucile.

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Ma cosa accadde precisamente?

La mamma dei cuccioli, alla vista della scena, impazzita per l’agitazione cominciò a muoversi in maniera confusionaria, e con le zampe riuscì a far partire involontariamente un colpo dal fucile che il giovane cacciatore aveva appoggiato a terra per rubare i leprotti. Il proiettile colpì M. C. sulla spalla e le sue urla di dolore fecero accorrere i suoi amici che non credevano ai loro occhi. Ma rimasero ancora più increduli quando raccontò, con imbarazzo, ciò che era realmente accaduto.

ecco lo zaino dove il cacciatore voleva mettere i leprotti
ecco lo zaino dove il cacciatore voleva mettere i leprotti

Il ragazzo ha riportato una ferita significativa ed è stato necessario un intervento chirurgico per estrarre il proiettile. Chissà se adesso che conosce il dolore provocato da un colpo di fucile ci penserà due volte prima di decidere di recarsi di nuovo a caccia.

Una storia che farebbe proprio venire da dire “chi la fa l’aspetti”.

cacciatore leprotti

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6 commenti su “Cacciatore ferito da una mamma lepre

  1. domenico il said:

    Bene, spero che questo fatto succeda sempre più spesso e faccia comprendere a tutti i cacciatori di lasciar perdere queste povere creature indifese ed occuparsi di altro magari della famiglia che stanno trascurando

  2. silvia il said:

    Questo ragazzo non cambierà le sue abitudini, perché se avesse cervello capirebbe e cambierebbe… ma visto i cacciatori NON HANNO MAI AVUTO NE’ CERVELLO NE’ SENSIBILITA’ ALCUNA PER OGNI ESSERE VIVENTE scordatevelo … l’unica cosa che potrebbe accadergli è che un altro cacciatore sbagli il bersaglio e lo colpisca a morte …. capita a volte …

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