Lettera di una mamma al figlio omosessuale (commovente)

UNA MAMMA SCRIVE UNA LETTERA AL FIGLIO GAY

Ancor oggi purtroppo ci troviamo a sentire di molte famiglie che provano vergogna nell’avere un familiare omosessuale.

Spesso la persona omosessuale viene costretta dai parenti a nascondere la sua condizione, a viverla nel buio, come fosse la peggiore delle vergogne.

Capitano situazioni in cui delle madri chiedono al figlio di non dire nulla al padre, di tenere segreto questo suo lato, in altre situazioni invece sono le sorelle o i fratelli a chiedere di non dire nulla ai genitori, di nascondere quello che per loro stessi è vissuto come un tabù, e che, secondo loro, distruggerebbe l’equilibrio della famiglia se solo i genitori venissero a sapere d’avere un figlio o una figlia omosessuale, facendo sentire così il familiare come un “errore della natura”.

Ma quando invece abbiamo davanti un amore familiare VERO, che va assolutamente OLTRE questi vergognosi limiti imposti da ideologie omofobe, saranno proprio i fratelli, le sorelle, la madre ed il padre a dare tutto il loro appoggio, perché FAMIGLIA è soprattutto questo: PROTEZIONE.

OBBLIGARE un familiare a vivere nell’ombra è quanto di più disgustoso si possa fare, per non parlare dei casi in cui il familiare (figli*, fratello, sorella) viene addirittura allontanato dalla famiglia. Obbligando al non esporre l’omosessualità, si aziona inevitabilmente il meccanismo: SE DICHIARERAI IN CASA LA TUA OMOSESSUALITA’ ROVINERAI LA NOSTRA FAMIGLIA, QUINDI, TU SEI UN PROBLEMA, UN DIFETTO, UNO SBAGLIO DELLA NATURA, TU SEI LA VERGOGNA DELLA NOSTRA FAMIGLIA.

Tutto questo è sbagliatissimo.

 

Una madre, una vera madre, una mamma con la M maiuscola, ha scritto una lettera al figlio che, tra le lacrime, si è dichiarato omosessuale, temendo reazioni negative. Preparate i fazzoletti, eccola qui per voi:

 

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Caro figlio mio,

è la tua mamma a scriverti, ieri ci hai dimostrato di amarci davvero, d’avere fiducia nell’amore dei tuoi genitori. Ci hai dimostrato che abbiamo saputo crescere un figlio che ci vede come punto di riferimento, e il fatto che ci hai fatto partecipi della tua omosessualità ci ha resi orgogliosi di te.

Sì, siamo orgogliosi di te. Ti dirò la verità, quando ci hai accolti in cucina con il viso serissimo ed il colorito pallido mentre ci dicevi che dovevi dirci una cosa, io ti giuro che, per un attimo, ho temuto ci stessi dicendo d’essere malato, d’aver scoperto d’avere un tumore, o qualcos’altro di serio.

Io ti dirò amore mio che la tua mamma aveva già capito che non ti piacevano le ragazze, la tua mamma lo aveva percepito, perché una mamma lo sente, una mamma attenta può capire l’animo del proprio figlio anche solo osservandolo, e io, ti osservo da anni.

E avevo capito che Luigi non era un tuo amico, perché quando parlavi di Luigi il tuo viso s’illuminava, il tuo volto trapelava la tua ammirazione ed il tuo orgoglio nei confronti di Luigi, ogni volta che lo citavi per un motivo o per un altro. Io ho voluto rispettare i tuoi tempi, ho sperato che prima o poi ce lo dicessi, ti aprissi, come si fa in una vera famiglia.

Ti abbiamo sempre giudicato un figlio buono, sensibile, intelligente, un po’ chiuso e riflessivo. Tu e il tuo lettore mp3, amico inseparabile che ti confortava quando volevi estraniarti dal mondo, da quel mondo bastardo che spesso non vi accetta. Ma ci siamo noi con te: io, papà e le tue sorelle. Ci saremo sempre per te, non scordarlo mai.

Ti lascio questa lettera sotto il cuscino, così stasera, quando ti metterai a letto la troverai. Il tuo timore era quello di deluderci, di darci un forte dispiacere. Io con papà ne avevo già parlato tempo fa, lui all’inizio era impaurito, ma io l’ho rassicurato, e adesso che ti sei aperto a noi ci hai fatto totalmente partecipi della tua vita, e questo è essere una famiglia.

Il mondo là fuori è minaccioso, sono sincera figlio mio, l’unico mio timore è il mondo là fuori, così crudele e spietato. Ti proteggeremo e ti difenderemo da pregiudizi, ignoranza e malelingue. Ogni volta che sentivo di un’aggressione omofoba in cuor mio pregavo il cielo di tenerti lontano da queste cose. Noi faremo di tutto per proteggerti, perché per noi non è cambiato niente, io sono sempre la tua mamma e tu il mio amato Fabrizio.

Sei stato 9 mesi dentro il mio ventre, sei sangue del mio sangue e ricordo ancora con emozione quando dopo il parto ti poggiarono sul mio petto, ancora sporco ed urlante. Scoppiai a piangere, sentire il tuo corpicino caldo sul mio petto mi fece capire quanto ti avrei amato. E adesso sono in lacrime mentre ti scrivo queste righe, adesso che sei un ragazzo di 20 anni, alto quasi 1,80 e ogni volta che mi abbracci mi avvolgi, ed io per darti un bacio sulla guancia devo mettermi sulle punte.

Grazie figlio mio, grazie per averci donato questa parte di te, grazie per averci giudicati degni di te.

Con immenso affetto, la tua Mamma.       © ® copyright

 

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