Tutta la verità su Benito Mussolini

mussolini pazzo

Il fascismo di Mussolini voleva formare una società di cittadini dominati dal potere fascista, come soldati disciplinati ed obbedienti, pronti anche a sacrificare la loro vita stessa in onore della “patria”. Un’Italia dove la donna doveva essere sottomessa al volere dell’uomo “duro e puro”.

nel 1938 circa 45 uomini accusati di essere omosessuali furono arrestati a Catania e mandati in esilio
Manifesto del periodo Fascista

Girano sui Social false informazioni a favore di Benito Mussolini,
sfatiamone alcune:

MUSSOLINI NON HA INVENTATO LA PENSIONE
In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della Cassa
nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai ,
un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello
Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in
quella data l’età 15 anni. L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria
solo nel 1919, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le
ASSICURAZIONI Sociali”. Tutta la storia della nostra previdenza sociale è
peraltro verificabile sul sito de l‘Inps. La pensione sociale viene introdotta
solo nel 1969. Dunque se prendiamo la pensione non dobbiamo certo ringraziare
Benito Mussolini!

"Mussolini ha sempre ragione".  Durante il fascismo non vi era libertà di parola.
“Mussolini ha sempre ragione”.
Durante il fascismo non vi era libertà di parola né di pensiero.

MUSSOLINI MASCHILISTA

Secondo il fascismo le donne erano fondamentali solo in quanto madri e mogli, la cui vita doveva essere dedita alla cura dell’uomo, vivendo sotto la sottomissione del maschio-padrone.

hitler mussolini giornata della memoria


Il patriarcato fascista pensava che la donna era fin troppo diversa dall’uomo. Esso doveva controllarne la sessualità, le scelte e la partecipazione sociale.

Le donne erano escluse dalla maggior parte degli atti giuridici e commerciali in assenza del consenso dei propri mariti, l’ultima parola spettava sempre agli uomini, padre, fratello, marito etc.


Per lo Stato Fascista l’adulterio era un crimine solo se a commetterlo era una donna.

donne fascismo mussolini

 

Una frase maschilista di Mussolini:

“Le donne sono angeli o demoni, nate per badare alla casa, mettere al mondo dei figli e portare le corna”.

 

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La nascita di un figlio maschio veniva sempre premiata. Il maschio era considerato una forza per la carriera militare. Un nuovo maschio dominante sulla donna.

Mussolini al contrario di quanto si faccia credere, NON ha istituito la cassa integrazione. La Cassa Integrazione Guadagni, è stata costituita solo il 12 agosto 1947.

Mussolini NON ha istituito l’indennità di malattia. L’indennità di malattia è stata istituita con decreto legislativo del Capo provvisorio dello stato n. 435 del 13 maggio 1947. Nel 1968 viene estesa a tutti i lavoratori, anche coloro che dipendevano da imprese private.

Mussolini NON istituì la tredicesima mensilità per tutti. Venne istituita soltanto per i lavoratori dell’industria pesante e soltanto DOPO la caduta del fascismo che le mensilità aggiuntive come noi le conosciamo divennero appannaggio di tutti i lavoratori e non solo di pochi fortunati.

Mussolini NON diede il voto alle donne, anzi, le donne erano ammesse alle votazioni solo per i piccoli referendum locali ma erano escluse al voto per le elezioni politiche. La prima volta che le donne furono ammesse al voto fu al referendum del 1946. OVVIAMENTE SOTTO IL FASCISMO ERANO COSTRETTE A VOTARE IL PARTITO FASCISTA.

<<Con Mussolini i treni NON erano puntuali, il giornalista George Seldes nel 1936 commentò: “E’ vero la maggioranza degli espressi su cui salgono i turisti stranieri sono in genere in orario, ma sulle linee minori i ritardi sono frequenti”. L’inglese Elisabeth Wiskemann. sempre nel 1936: “Ho preso molte volte il treno e spesso sono arrivata in ritardo”. Lo storico Denis Mack Smith sostenne che la puntualità dei treni durante il periodo fascista e’ uno dei “miti accettati del fascismo”, ma in effetti tra le due guerre l’Italia possedeva una rete ferroviaria inadeguata e arretrata.>>

Fonte

 

mussolini hitler amicizia

 

MUSSOLINI E HITLER, UN’AMICIZIA PIENA DI FEELING E STIMA RECIPROCA

 

Hitler vedeva in Mussolini un uomo degno di ogni ammirazione per i suoi ideali e la sua posizione politica.

Il Führer (Hitler) rimase impressionato positivamente dall’esercito Fascista.

“La complicità di Mussolini con Hitler nella politica delle deportazioni è confermata anche dai diari dell’ambasciatore Luca Pietromarchi.”

Tutte le persone di “razza” ebraica erano state registrate e bollate come nemiche. Gli elenchi furono anche nelle mani dei tedeschi che ne fecero “buon uso”.

 

il saluto Nazi-Fascista

il saluto Nazi-Fascista

LA STAMPA, anno 1938. La notizia delle agghiaccianti leggi razziali per la difesa della razza ariana.
LA STAMPA, anno 1938. La notizia delle agghiaccianti leggi razziali per la difesa della razza ariana.

 

Le leggi razziali del 1938 colpirono:

– con il licenziamento degli ebrei che lavoravano negli uffici pubblici

– furono cacciati alunni e insegnanti ebrei dalle scuole

– le loro proprietà furono confiscate

– fu loro proibito di possedere apparecchi radiofonici, di avere il proprio nome sugli elenchi telefonici, di recarsi nelle località di villeggiatura, di praticare quasi tutti i mestieri, di frequentare biblioteche, associazioni sportive o di mischiarsi con “la razza ariana”

– divieto di pubblicazione e rimozione dei libri di autore ebreo dalle biblioteche

–  gli ebrei non potevano prestare servizio militare, avere domestici ariani

– vi fu proibizione dei matrimoni misti tra ebrei e “ariani”

Fonte

Praticamente nel giro di pochi mesi molti ebrei si trovano a vivere nella povertà totale e nel disprezzo.

Eccoli mentre se la ridevano alla faccia di chi in quel periodo pativa l'inferno per causa loro.
Eccoli mentre se la ridevano alla faccia di chi in quel periodo pativa l’inferno a causa loro.
mussolini la difesa della razza razzismo fascismo
Disgustosi manifesti razzisti del periodo Fascista in Italia.

 

FASCISMO E OMOSESSUALITA’

 

L’odio del fascismo contro gli omosessuali durò tre anni (dal 1936 al 1939) ma ancor oggi il disprezzo verso gli omosessuali regna in molti Italiani con animo fascista.

 

27-gennaio-giorno-della-memoria

Secondo l’ideologia fascista gli italiani erano troppo virili per essere omosessuali, quindi bisognava “ripulire” l’Italia dai maschi ritenuti difettosi, stessa cosa per quanto riguardava le donne omosessuali, ritenute donne inutili in quanto non volendosi congiungere in matrimonio con l’uomo non potevano essere considerate “macchine sforna figli e oggetto di piacere” come veniva invece vista la donna dai fascisti.

L’idea che tra gli italiani ci fossero degli omosessuali era una vergogna, quindi si obbligava e non rivelare il proprio “difetto” e si punivano quegli omosessuali che non nascondevano la loro omosessualità con il pestaggio (pratica normale sotto la dittatura fascista), con l’uso dell’olio di ricino, con il licenziamento se si lavorava per un ente pubblico, e molto spesso anche con una sorta di arresti domiciliari sorvegliati dalla polizia.

Nel pensiero razzista essere ebreo ed essere omosessuale costituiva un handicap fisico, eliminare un ebreo o un omosessuale era considerato uguale all’uccisione di un handicappato. Difatti i portatori di handicap venivano considerati delle nullità difettose da uccidere senza pietà.

Un omosessuale messo in ridicolo davanti al popolo durante il fascismo, spogliato dei suoi vestiti e con un secchio in testa doveva percorrere le strade del paese tra le risa e gli sputi
Un omosessuale messo in ridicolo davanti al popolo durante il fascismo, spogliato dei suoi vestiti e con un secchio in testa doveva percorrere le strade del paese tra le risa e gli sputi

 

Se scoprivano l’omosessualità, anche presunta, di un individuo, esso veniva arrestato.

Come inizio nel 1938 una cinquantina di uomini accusati di omosessualità furono arrestati a Catania e mandati in esilio.

Per il fascismo l’omosessuale era un “pederasta”, ma era punibile quasi solo nei casi fosse sessualmente passivo.

La cosa assurda è che coloro che praticano il rapporto anale nel ruolo “attivo” non erano “pederasti” poiché mantenevano il ruolo di maschio penetrativo che sottomette sessualmente.

MUSSOLINI hitler saluto romano

LO STUPRO AI TEMPI DEL FASCISMO

Secondo “i valori” FASCISTI, era cosa giusta punire le donne che osavano ribellarsi al regime e che volevano  emancipare se stesse. Dovevano sottostare al ruolo di inferiori sottomesse, mogli buone ed ubbidienti, madri dei loro figli e corpo che potesse soddisfare i bisogni del maschio fascista.

Le donne arrestate dai fascisti spesso venivano costrette ad assistere alle fucilazioni di altre disgraziate o ad ascoltare le grida di altri arrestati. Vinka Kitarovic, una partigiana Slovena, raccontò di una ragazza di 22 anni a cui i militari fascisti avevano tagliato i capezzoli.

Lo stupro quindi, era visto come una meritata punizione verso le donne che non accettavano le regole del regime dittatoriale fascista – maschilista. Nella vergognosa mentalità dei fascisti la violenza sessuale era una pratica ritenuta da tempo molto efficace per costringere le donne a confessare i tradimenti alla patria anche da parte di mariti o fratelli.

Le donne partigiane erano estremamente odiate dai fascisti, poiché si trattava di donne che lottavano contro il dominio maschilista sulle donne, ritenute da Mussolini & Co. esseri inferiori.

I fascisti si dicevano contrari allo stupro da parte dei “negri” o di altri stranieri, nei confronti delle loro donne (le italiane), un po’ come avviene ancor oggi in Italia, quando a violentare una donna è uno straniero il maschio Italico medio (fascista) vorrebbe sgozzarlo con le sue stesse mani, mentre se a stuprare una donna Italiana è un Italiano stesso, gli animi si calmano molto ed il reato diviene molto meno grave, spesso quasi nullo, fino ad arrivare al “se l’è cercato” o “se le donne tornassero ad essere come le nostre bisnonne non avverrebbero stupri”.

fascisti pedofilia stupro fascismo mussolini

 

FASCISMO E PEDOFILIA

Montanelli (fascista duro e puro) famoso per il suo “madamato”, una pratica molto in voga nel 1936:  tutti i fascisti avevano la propria madama minorenne dentro al letto.

Montanelli acquistò “una moglie” di 12 ANNI durante la stagione del colonialismo fascista in Eritrea. Schiavizzavano sessualmente delle minorenni di colore ritenute ancor meno di valore di una donna bianca, corpi scuri dove degli uomini disgustosi ed indefinibili sfogavano le loro voglie perverse.

ORRORI come lo stupro sulle donne, sui minori, le violenze e i massacri in genere, sono inaccettabili da chiunque arrivino, ma ciò che colpisce però è come ancor oggi i seguaci del fascismo abbiano conservato in loro ideologie come il maschilismo e la misoginia, l’odio verso gli omosessuali (incluse lesbiche e transessuali) e gli stranieri (specialmente se di colore o dell’Est, è molto raro che un fascista sia razzista verso un americano bianco, ad esempio), la passione per “la divisa”, per la carriera militare, per il sì alle guerre e via dicendo.

I bambini venivano abituati sin da piccoli alle armi.
I bambini venivano abituati sin da piccoli alle armi.
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3 thoughts on “Tutta la verità su Benito Mussolini

  1. Ma quanto coraggio ci vuole a scrivere tutte ste minchiate?
    E sta pagina si chiama pure il risveglio della mente..che schifo..

I commenti sono chiusi.